Plantago

Plantaginaceae

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La Plantaginacea è una famiglia di piante spermatofite dicotiledoni in prevalenza terricole ed erbacee, ma tra i vari generi ce ne sono alcune acquatiche come le Callitriche Caphocarpa o callitriche Platycarpa Kuntz, le Macranthemum Umbrosum, le Litorella Uniflora, Limnophila Acquatica, Limnophila Hteriphylla e le Bacopa, alcune di esse le troverete anche nella famiglia Scrophulariaceae poiché c’è un po’ di confusione sulle classificazioni. Il nome scientifico fù definito dal Botanico Francese, Antoine Laurent de Jussieu 1789. Il nome deriva dal genere Plantago ovvero dalla parola latina “ planta “ che significa letteralmente “ pianta del piede” riferendosi appunto alle foglie basali di questa pianta che sono simili alla pianta di un piede. Purtroppo essendo una pianta cosmopolita l’origine esatta potrebbe non essere quella indicata e vista eterogenerità della famiglia anche questa non può essere definita inequivocabilmente, la posizione di questa famiglia è ancora in discussione e tuttora in via di sistemazione tassonomica.

Come detto è un’erbacea annuale, biennale e perenne, nella versione emersa forma arbusti se non addirittura piccoli alberi. Nella versione semi-sommersa e sommersa la forma prevalente è idrofita natante le gemme si trovano sott’acqua, non presentano radici ancorate e galleggiano sulla superficie dell’acqua, la forma cambia da genere a genere, ci sono piante dal portamento “ rosulato” cioè con foglie disposte in modo tale da formare una rosetta, piante “ suffrutescenti” con la parte basale fatta di morbido legno, piante “ pulvinate” cioè dall’aspetto tondeggiante da ricordare un morbido cuscino.

I fusti possono essere a forma “ascendente”, dirette verso l’alto, “ prostate”, dirette verso il basso, “ erette” oppure rampicanti, in alcune piante i fusti possono essere quadrangolari a causa delle cellule vive dette collociti di forma ovale poste alle 4 estremità, mentre le 4 facce sono concave. Alcuni sono privi di peli, altri sono pelosi, altri hanno peli vischiosi, alcuni hanno una peluria densa altri hanno poca peluria ma stellata. In alcune piante le foglie basali formano una rosetta, in altre sono a disposizione alternata, verticillata o spiralata, alcune sono sessili, cioè attaccate allo stelo, altre sono picciolate cioè distanziate da un picciolo, la forma può essere lunga, ovale, lancellata, lineare, oblunga, orbicolare, reniforme con la punta ottusa o acuminata, sono presenti anche forme astate, trifogliate o sagittate.

Le versioni galleggianti hanno foglie che formano delle rosette, altre sono lineari, altre ancora ellittiche e altre spatolate, la lunghezza può arrivare a 30 cm ed hanno 3-5 venature longitudinali e parallele nella parte inferiore, i margini delle foglie sono raramente dentellate ma generalmente intere. I fiori a spiga sono indicativamente gialli quando si sviluppano solo nella parte emersa, sono disposti a spiga o a capolino, hanno la forma di un calice, in alcuni casi crescono su di uno stelo senza foglie, nella forma acquatica l’ infiorescenza consiste in un unico fiore sessile sostenuto da due foglie galleggianti.

CURIOSANDO QUA E LÀ: Gli archeologi hanno trovato del polline fossile in alcuni scavi preistorici, questo ha dato sostegno all’ipotesi ormai non più tale, che quelle popolazioni erano già dedite all’agricoltura, si dice che le origini siano Europee e Asiatiche ma con il suo viaggio Cristoforo Colombo e con l’ inizio dei grandi traffici di merci, si sia diffusa così in tutto il mondo. Portata in America dai coloni e dalle carovane che si spostavano in cerca di terre l’abbiano fatta conoscere ai Pellirossa dell’ America del Nord che le diedero per prima il nome di Plantaggini ( erba infestante) poiché per loro si trattava di una pianta sconosciuta che si diffondeva molto velocemente.

Nel 1958 alcuni studiosi hanno confermato le proprietà officinali delle foglie di queste piante, solo nella versione emersa, proprietà attribuite dalle tradizioni popolari, infatti la Plantaginacea o Piantaggine contiene sostanze con attività terapeutiche tipo antinfiammatorie, antalgiche, antibatteriche, espettoranti, astringenti, antireumatiche, spasmolitiche, antiallergiche, ipotensive, ecc. queste sostanze si chiamano Glucosidi Iridoiti dei quali la più significativa è l’ Aucubina, mucillagini, tannini, pectine, acido salicilico, sali minerali, zinco, potassio, e le vitamine A, C, e K. Le foglie vengono raccolte prima della fioritura quindi da Giugno ad Agosto quando sono ben sviluppate e ricche di principi attivi. Viene utilizzata come decotto o infuso, per le infiammazioni della gola, vie respiratorie come tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, raffreddore da fieno, sinusite, infiammazione delle mucose della bocca e dell’ apparato urogenitale, pertosse, asma bronchiale.

Può essere associato ad altre piante tipo malva, altea, lichene d’islanda, eucalipto, timo, grindelia, elicristo oppure come estratto fluido o sciroppo. Come uso esterno la Plantaginacea o Piantaggine è un cicatrizzante naturale, lenitiva e antiprurigginosa, per punture d’insetto, gonfiore e bruciore, antiarrossante, ottima in caso di dermatiti o piccole lesioni della pelle, acne rosacea, infiammazione palpebrale o oculari anche di natura allergica. Non avendo controindicazioni è molto indicata ad uso infantile

Habitat

Originaria dell’Europa e del’ Asia settentrionale e centrale, la si può trovare anche nelle Ande del Sud America. E’ una pianta che in natura si diffonde in zone prative, comunissima nei prati semi-naturali di pianura, in prati urbani e in parchi pubblici, nei giardini privati, nelle aiuole, negli argini dei fiumi e nei bordi stradali.

Illuminazione e Temperature

L’Illuminazione e le temperature variano in base alla pianta ma diciamo che principalmente le temperature variano tra i 18° C fino ai 28° C, ha bisogno di un costante apporto di CO2, nella versione emersa , se posta in dimora in laghetti o stagni nei giardini potrebbero non resistere alle fredde temperature invernali, meglio se interrati nei bordi ma dentro dei vasi da poter spostare durante il periodo invernale.

Riproduzione

La coltivazione e la riproduzione sono estremamente facili, adatta anche ai principianti, cresce velocemente. Nella versione emersa la riproduzione avviene tramite impollinazione con l’aiuto degli insetti o del vento. Nella versione acquatica si riproduce tramite talea, è meglio piantarle in gruppo ad una distanza di 3-5 cm l’una dall’altra per avere un effetto di bosco compatto, nella parte bassa le foglie tenderanno a diradarsi, dando sotto le loro fronde, nascondiglio a piccoli pesciolini.

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  • Limnophila Aromatica, Rau-Om

    COD: IMAPIA-PLAN-1.