Loricariidae

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La famiglia dei Loricariidae appartiene all’ordine dei Siluriformes ( pesce gatto) e comprende circa 800 specie diverse di pesci d’acqua dolce, sono “ parenti” della famiglia dei Doradidae ed hanno in comune oltre al paese d’origine, Sud America, il comportamento notturno e diurno, sono pacifici, gregari, onnivori, erbivori e carnivori, oltremodo territoriali. Sono animali da fondo ma in natura alcune specie respirano ossigeno e sono in grado di spostarsi sul terreno asciutto arrampicandosi persino sugli alberi facendo forza sulle sviluppatissime pinne pettorale. La specie più diffusa è l’ Hyposomus Plecostomus ma negli ultimi anni grazie alle nuove specie scoperte sono diventate una decina le specie commercializzate. Spesso vengono venduti solo come pesci pulitori, pesci pulivetro o mangia alghe proprio perchè tengono pulito l’acquario da alghe e rifiuti ma in realtà pochi sanno quali sono le reali esigenze e le dimensioni che questi pesci arrivano a raggiungere, infatti spesso vengono riportati al negoziante perché “ troppo cresciuti”. La colpa non è del pesce ma di acquista senza prendere le dovute informazioni, spesso i rivenditori vendono pesci di piccole dimensioni senza avvertire l’acquirente che sono pesci molto esigenti sulla qualità dell’acqua, sulle temperature che prediligono un’elevata qualità di ossigeno ma soprattutto che possono arrivare ben oltre il metro di lunghezza, bisogna dar loro un giusto ambiente e necessitano di un certo impegno se vogliamo allevarli con serietà. Sono comunemente noti come pesce gatto corazzati dalla bocca a ventosa che gli permette di aderire agli oggetti presenti nell’acquario per alimentarsi con alghe, detriti e invertebrati e nel caso del Panaque la capacità di nutrirsi e digerire anche il legno. A causa della loro fame vorace producono molti rifiuti organici per questo dobbiamo dotare la vasca di un buon sistema di filtraggio per poterli smaltire, da giovani sono principalmente erbivori ma in età adulta diventano carnivori e onnivori. Alcune specie sono tranquille e pacifiche tipo gli Otocinclus, altre sono territoriali e aggressivi sopratutto se hanno fame, mentre altre preferiscono vivere in gruppo. Se tenuti in condizioni di stress tenderanno a salire in superficie per respirare aria e in situazioni di bassi livelli di ossigeno cercheranno di respirare aprendo in maniera spasmodica le branchie. Non amano la luce intensa e cercheranno ripari durante le ore diurne sotto foglie e arredi per uscire nelle ore serali. Per verificare se il pesce è in salute, sia nel momento dell’acquisto, sia quando è già inserito nella vasca, bisogna fare attenzione ad alcuni particolari, devono avere un comportamento selvaggio e nuotare agilmente, devono essere sempre all’erta e fuggire velocemente in presenza di pericolo, devono avere le pinne sempre aperte anche da fermi e senza puntini, macchie escoriazioni né lesioni di alcun genere, il colore deve essere forte e scuro, gli occhi devono essere esterni alla testa, la respirazione non deve essere né troppo veloce, né troppo lenta ma regolare, quando si attaccano al vetro con la bocca a ventosa non devono scivolare verso il basso in continuazione, ma devono essere ben aderenti, questi sono tutti segnali di un pesce sano e non stressato.

Descrizione

Alcune specie hanno il corpo è cosparso di placche ossee e scaglie robuste formano tre-quattro file che avvolgono l’intera parte superiore formando una corazza di protezione dai predatori, il ventre invece ne è privo, altre specie sono quasi lisce, la forma del corpo schiacciata, la vescica natatoria è prevalentemente piccola poiché solitamente si spostano a scatti, non a nuoto, il ventre è piatto per facilitarne l’ idro dinamicità,  La particolare bocca a ventosa, grande e piatta, serve da aspiratore per alimentarsi della microfauna presente nel sub-strato della vasca, per raschiare le alghe dagli arredi, per triturare i gusci dei molluschi ed ad’ ancorarsi in prossimità del filtro o dell’ areatore che produce acqua corrente,  le grandi feritoie nasali sul muso vengono utilizzate per localizzare gli alimenti. La colorazione è mimetica e varia dal nero al verde, dal bruno al beige, alcuni sono a pois, altri zebrati, altri monocolore o albini, insomma ce ne sono per tutti i gusti. Alcune specie hanno un paio di barbigli mascellari, nelle spine nell’opercolo branchiale, nelle pinne dorsali e nelle pinne pettorali costituite dai primi raggi, che possono ferire sia i predatori ma anche gli acquariofili che dovessero maneggiarli senza le adeguate protezioni. Le dimensioni possono variare dai 20 cm a più di 1 metro. Le abitudini notturne per molti di questi pesci hanno funzionalità più che altro esplorativa, infatti durante il giorno rimangono nascosti sotto piante, tronchi e arredi nutrendosi di alghe ma durante la notte con luci spente, diventano veri e propri predatori, infatti può facilmente accadere, con esemplari più o meno grandi, che al mattino, in una vasca di comunità, possano mancare alcuni “ ospiti” . Il livello di nuoto è fondo-vasca. Qualcuno li definisce brutti, in realtà sono carini, simpatici e utili, meritano attenzioni come tutte le altre specie di pesci, danno un tocco esotico, popolano spazi che rimarrebbero altrimenti vuoti e tengono pulita la vasca da alghe e residui di cibo.

Habitat

I Loricariidae si trovano principalmente in habitat d’acqua dolce su entrambi i lati delle Ande del Sud America, alcune specie sono native di Panama, alcune invece sono native della Costa Rica altre nelle isole Caraibiche, Rio delle Amazzoni, Perù, l’uomo le ha diffuse inoltre in altre aree geografiche come Singapore, Florida, Texas, Hawaii, Australia. Vivono in torrenti con forti correnti dalle pianure sino a 3000 metri di altitudine, ma anche in tranquilli estuari salmastri o in fiumi torrenziali di montagna o ancora in fiumi sotterranei.

Allestimento della vasca

Per una coppia le dimensioni minime della vasca sono 40x50x50, deve possedere un buon sistema di filtraggio per la rimozione dei tanti rifiuti organici, sono necessari frequenti ricambi d’acqua essendo questi pesci molto sensibili ai nitrati e fosfati, nonostante arrivino a grandi dimensioni la loro crescita è lenta e la buona qualità dell’acqua incide molto sulla crescita, se troppo inquinata determina l’arresto della crescita dando vita a forme di nanismo, come nel caso dei Panaque che in natura arrivano a raggiungere dimensioni oltre i 40 cm mentre in acquario spesso arrivano a misurare 20 cm appena. Bisogna garantire un’alta ossigenazione attraverso un buon vigoroso movimento dell’acqua utilizzando un areatore. Se doveste trovare il vostro pesce in prossimità dell’imboccatura del filtro o che respira in maniera molto accelerata allora ha un’ evidente carenza d’ossigeno. Il sub-strato deve essere areoso o argilloso, ideale è quello formato da sabbia o ghiaino soffice non di colori vistosi ma preferibilmente scuro, che permette ai pesci di scavare senza ferirsi e di interrarsi (attraverso movimenti vigorosi e laterali del corpo) per nascondersi dai predatori, creare zone di riparo con tronchi incrociati, composizioni di rocce, vasi rovesciati o arredi a forme cilindriche, quando si arreda con rocce o ciottoli fate attenzione a posizionarle in modo che non cadano, se il pesce scava nel sub-strato, quini ancoratele con cura, è rigorosamente sconsigliato l’inserimento di arredi tipo galeoni, castelli, palombari ecc. realizzati con resine e verniciati poiché sono atossici a contatto con l’acqua ma se i nostri pesci li “ succhiano” non lo sono affatto, anzi, sono fortemente tossici e mortali. Cercare di suddividere la vasca in vari territori in modo da non creare competizione tra esemplari maschi delle diverse specie. Fondamentali sono le piante legnose da cui i nostri pesci si procurano la lignina che favorisce una buona digestione, la presenza di altre piante è facoltativa, visto la loro prevalenza di dieta vegetariana, ma utilizzare piante galleggianti a crescita veloce può favorire la riduzione di nitrati e fosfati oltre a schermare dalla luce il fondo vasca.

Illuminazione e Temperature

Preferiscono vivere in ambienti con scarsa illuminazione ma dobbiamo comunque tenere un livello di illuminazione tale da permettere la formazione di alghe che sono uno degli alimenti principali della loro dieta, temperature per le specie amazzoniche tra i 26° e i 29°, mentre quelle provenienti dal Sud America preferiscono temperature tra i 22° e i 26°, PH 6-7, durezza dell’acqua medio-bassa, fatta eccezione per alcune specie tipo i Panagolus Albivemis che vivono principalmente nel Rio Ucayali, il fiume da cui si forma il Rio delle Amazzoni in Perù, che ha una durezza carbonatica più alta rispetto alla media e i PH arrivano a valori superiori a 8.

Alimentazione

In genere sono vegetariani, soprattutto in tenera età ma spesso diventano anche onnivori o prettamente carnivori e accettano di buon grado tutti i cibi, l’alimentazione dipende soprattutto dalla specie allevata, gli alimenti principali sono: dieta per i carnivori che non accettano verdure: vermi, larve di insetti, vermi rossi, pulci d’acqua, pezzetti di cuore di bovino e crostacei , vivi e congelati a cui si possono associare granulati e pellet da fondo, ma fate attenzione che non siano ad alto contenuto proteico (pari o superiore al 30%) l’uso frequente di questo cibo porta ad un sovraccarico proteico per reni e fegato, ad un rapido deterioramento del fisico e causa malattie, optate per composti a base vegetale con bassi contenuti proteici (inferiore al 10%),  dieta per i vegetariani: alghe, materia vegetale, verdure crude e fresche, tagliate a pezzetini e fettine, come zucca, zucchine, cavoli, cetrioli, lattuga, fagiolini, piselli, vanno somministrate tutti i giorni, per la dieta degli onnivori va bene di tutto, fate attenzione al quantitativo che ogni pesce ingerisce in un giorno, quando saranno sazi smetteranno di mangiare e quello sarà il quantitativo giusto. Fate ancora più attenzione alla somministrazione quotidiana di fibre che sono molto importanti, qualunque sia la dieta, servono per regolarizzare il processo digestivo,  ad evitare seri blocchi intestinali e la loro carenza, porta i Loricariidae a rosicchiare anche le foglie delle piante che spesso sono dannose e tossiche,  purtroppo in alcuni casi la tossicità porta al decesso dello sfortunato pesciolino. Anche le quantità di cibo devono essere controllate, non deve essere troppo abbondante, infatti questi pesci mangiano praticamente 24 ore al giorno e hanno bisogno (avendo maggiore rapidità nella digestione degli alimenti grazie alle fibre) di produrre rifiuti organici di conseguenza, ma non deve essere nemmeno troppo carente, non bastano le alghe e i residui di cibo, il segno più evidente della carenza di cibo si nota quando il pesce non mangia solo le alghe che crescono sulle foglie ma anche le foglie sino allo stelo, un altro segnale si può notare quando il pesce attacca altri pesci posandosi sul dorso per succhiare il muco, questo è indice di un pesce pericolosamente affamato, tutto ciò provoca stress e una territorialità maggiore con relativi combattimenti per avere accesso a maggiori quantità di cibo, la soluzione migliore per evitare errori è quella di controllare l’addome, se si nota la “ pancetta” vuol dire che è ben nutrito, se invece risulta incavata verso l’interno bisogna passare subito ai ripari integrando l’alimentazione e riportando la pace nella vasca. Questi pesci dovrebbero essere alimentati in serata, preferibilmente prima di spegnere le luci dell’acquario, per evitare “predazioni” notturne.

Allevamento e Riproduzione

Come già detto l’allevamento di questi pesci non desta preoccupazioni dato il loro adattamento a diversi range di valori e di cibo, a parte la richiesta abbondante di fibre per evitare costipazioni e malattie. Per la riproduzione, sono ovipari, bisogna conoscere bene la specie introdotta in acquario per dar modo di stimolare la riproduzione in cattività. In natura la riproduzione avviene prevalentemente nella stagione delle piogge quando cioè la temperatura dell’acqua è più bassa, il cibo più abbondante e l’ossigenazione dell’acqua è ottimale. Alcune specie si riproducono in luoghi chiusi, quindi avranno bisogno di “tane” come, vasi d’argilla rovesciati con aperture verso il fondo, tubi cilindrici in pvc delle giuste dimensioni, canne di bambù, noci di cocco, tane di rocce e cavità di ogni genere, altre invece depongono all’aperto, su vetri e foglie. Gli Ancystrus, gli Hypancistrus e i Peckoltiae Otocinclus, Rrineloricaria, sono i Loricaridi relativamente più semplici da riprodurre in acquario, in altri casi come per gli Hemiancistrus, i Panagolus e i Panaque la riproduzione in acquario è più complicata , se non addirittura un miraggio, ma come in tutte le cose ci vuole fortuna, non solo esperienza e denaro. Verifichiamo se abbiamo all’interno della vasca una coppia che abbia raggiunto la maturità sessuale, per fare questo dobbiamo controllare i nostri pesci anatomicamente,

  • il maschio è più robusto e massiccio, la femmina è più magra ed esile,
  • poco prima della riproduzione l’organo genitale del maschio è più evidente ed è composto da una piccola papilla appuntita, l’organo genitale femminile invece è formato da una papilla più grande e schiacciata.
  • i bardigli nelle femmine sono presenti solo sul muso intorno alla bocca e di dimensioni alquanto piccolini , nei maschi sono abbondanti e di dimensioni maggiori sulla testa, sulle pinne pettorali, intorno al copro, sul muso, sulle branchie e sulla testa,
  • sulle pinne pettorali dei maschi il primo raggio si presenta pieno di noduli conici mentre nella femmina rimane liscio.

Dopo questa verifica accertiamoci di avere fatto tutto per la riproduzione:

  • vasca con capacità non inferiori a 60 litri
  • almeno un mese prima cominciare un’alimentazione aumentando l’integrazione di proteine animali utilizzando cibo vivo e congelato ( l’assimilazione di proteine in questi pesci è molto lenta e per la formazione delle uova e degli spermatozooi sono indispensabili) senza tralasciare l’abbondanza di fibre e il cibo abituale
  • ossigenazione dell’acqua ottimale ottenuta da frequenti ricambi, utilizzando acqua fresca, dal 10% – 15 % al giorno ai 25% – 30 % settimanali, questo abbasserà anche le temperature di almeno 2-3 gradi almeno, simulando così la stagione delle piogge,
  • l’acqua deve essere mantenuta pulita e corrente con un buon filtraggio,
  • la durezza dell’acqua deve cambiare da tenera a mediamente dura,
  • l’illuminazione possibilmente debole per ricreare il più possibile un ambiente ombrato.

Prima del corteggiamento il maschio sceglie la sua femmina, nel caso degli Ancystrus sarà la femmina a scegliere il maschio in base ad una valutazione del tutto personale dei bardigli, le coppie formate resteranno stabili e fedeli negli anni, poi cercherà la tana tra tronchi, radici, canne di bambù, tubi in pvc, vasi, ecc., (alcune specie sceglieranno foglie e altre spazi sui vetri della vasca,) comincerà a pulire la tana prescelta dalla sporcizia e inviterà la femmina, facendosi comunque desiderare un po’, quando la femmina entrerà nella tana il maschio la bloccherà verso il fondo, per almeno un giorno con le pinne pettorali, sbattendo la pinna caudale per stimolare la deposizione delle uova, una volta completata la deposizione lei uscirà dalla tana e il maschio feconderà le uova e sarà lui a covarle e ventilarle 24 ore al giorno fino alla schiusa, a seconda della specie i giorni della schiusa cambiano da 4 giorni a 20 giorni circa. Dopo circa 5-10 giorni dalla schiusa i piccoli assorbiranno tutto il sacco vitellino e usciranno dalla tana del tutto autosufficienti, cominceranno a perlustrare la vasca in cerca di sassi o tronchi su cui troveranno cibo microplantonico ma sarebbe utile integrare la loro alimentazione con frutta e verdura, alghe secche, mangimi in fiocchi per vegetariani e Naupli D’artemia per almeno un mese, fate spesso ricambi d’acqua in modo da tenerla pulita e ossigenata , a questo punto gli avannotti saranno abbastanza grandi e resistenti per la sopravvivenza in vasca.


Lista completa

Showing all 2 results

  • Ancistrus temminckii

    COD: IMAPSC-LOR-1.
  • Acanthicus adonis

    COD: IMAPS-LOR-2.
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